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Ancora e ancora e ancora

Nel delirio da dolore sciatalgico acuto,
Mi appunto una sensazione, che forse nel dolore ha il suo seme.
Stanotte è la notte.
Succederà stanotte.
Nascerà. Si girerà. Cambierà.
A doppio filo di bava di ragno siam legate.
Ho paura.
Devo lasciare.
Per cambiare devo lasciar andare.
Eppure la mano chiusa nel pugno,
Le unghie conficcate nei palmi.
Mollo la presa.
Terrore di precipitare.
Ma cosa diavolo mi lega a te?
Ancora e ancora e ancora?
Sento il dolore.
Piango in silenzio, per non svegliare i bambini.
Piango un male insulso,
Che come un pugno stringe il mio nervo,
Mi ribalta. Mi fa muovere dolente come un pesce che si contorce.
E non succede nulla.
Non muovo un dito.
Aspetto.
Che stanotte, dopo l’albero caduto,
Cadano le mie resistenze.
Mi liberi di te. Di voi.
Che sia finalmente giunto il momento di sciogliere il legame
Di filo da pesca, invisibile e indistruttibile,
Che mi tiene legata a te.
Ancora e ancora e ancora.
Lascio che accada.
Mi sciolgo nelle lacrime.
Eppoi esausta.
Mi addormento.
Libera.

La svolta

Con un piccolo saltello
Mi libro in volo
Senza sforzo

Sorridendo.

Eppoi osservo
La mia piccola identità
Il mio piccolo mondo

Sorridendo

Eppoi mi innalzo altissima
Tanto che l’aria si fa rara
E le stelle vicine
Balzo sulla luna

Sorridendo

Poi mi siedo
Chiudo gli occhi
E faccio silenzio
E il respiro si fa lento

Sorridendo

E quando si è compiuto
Qualcosa che non ha parole
Qualcosa che è filato di una sostanza
Magica e impalpabile
Apro gli occhi e
Con infantile stupore

Mi sorprendo.

chiaccherare di notte…

non mi faccio più fregare…

bella centrata.

radicata

volo altissima

chi mi ama…

mi segua…

e se no.

pazienza.

un po’ piango

eppoi rido

e mi passa…

niente scuote

il centro.

tutto è superficiale

delizioso solletico all’oceano

sono le onde

e gli uragani

giù c’è il buio

il silenzio

la quiete

la gioia ferma

della creazione

 

senza radici non si vola

sono successe tante cose negli ultimi mesi.
cose inaspettate, positive, viste con un po’ di distanza.
ora ci sono ordine e chiarezza.
mi piace.
è finito un ciclo e ne è comiciato un altro.
io ho vissuto con intensità, emozione e dolore il passaggio.
sto ancora passando.
è un percorso che non finisce.

voglio ricordare la bellezza, la sorpresa e la gratitudine per questo cambiamento.

sono molto felice di avere radici salde e ben piantate,
sono fiera di volare con ali forti, che mi portano in alto,
in regioni celesti ancora inesplorate.

grazie di avermi accompagnata.

feisbum, l’anteprima

ieri sera ho visto fesibum,
un film fatto da chi crede che il cinema sia meglio del web,
e che non debba averci niente a che fare!

feisbum è un bel film.
tempi buoni, bella fotografia e bravi attori per un instant-movie.
ma facebook lo odia!
il produttore, un signore romano che non definirei giovane, esordisce all’anteprima, dopo un’ora di attesa, poichè bisognava fare le foto ai VIPss (lorydelsanto,eeeeh?!?)
dicendo che non vede l’ora che facebook chiuda…

ecco.
non voglio qui santificare facebook, per molti è il male, e probabilmente hanno ragione loro.
per me è solo un mezzo. (che succhia dati…)
eppure su facebook succedono delle cose.
forse la cosa differenziante rispetto agli altri social network è che uno è invitato a essere se stesso.
a fare rete con i conoscenti. questo dettaglio in tutto il film non c’è.
è un film fatto dopo una ricerca. quelli che hanno fatto il film, con facebook non vogliono avere nulla a che fare…
è così poco intellettuale…
c’è un’altra cosa che mi ha colpito: lo sguardo amaro e senz’appello. l’unica storia lieve e piena di grazia è fra due vecchi, in cui lei ignora il fenomeno feisbum, per sua fortuna, così non sarà corrotta…
lei usa il telefono!!! ah, sì?

eppoi un dettaglio sull’organizzazione.
a parte che aspettare un’ora per aspettare i vip è un insulto,
per chi è in una sala mezza vuota.
a parte che invitare chi ha aspettato un’ora ad alzarsi
perché il vip (sconosciuto) deve sedersi al tuo posto,
è maleducazione.

ma del web 2.0 non ne sapete proprio nientenienteniente?
tipo la conversazione, usare i mezzi che disprezzate per imparare qualcosa,
o almeno per comunicare il vostro film indipendente?

certo avete un blog! non vi stupisce che nessuno commenti?
o è un’ipotesi non contemplata?

il primo risultato su Google è la recensione di ieri sera.
Com’è possibile che appaia prima di tutti i vostri sforzi di comunicazione?

chissà se dopo averci fatto un film, l’ascolterete la rete…
potrebbe dirvi cose che nemmeno sospettate!

ps. la scena di Giorgio Colangeli che canta, dovevate tagliarla… e condivderla in rete!
sarebbe stato il video di questo post… tutto quello che ho trovato è questo.
(che peccato, un’altra occasione perduta!)

da grande

non so bene se e quando.
non lo so. ma io da grande farò la scrittrice. da grande sarò lunga e flessuosa come un giunco. sorriderò spesso.  sarò tranquilla e grata di quello che ho. sarò sana.  se ne avrò voglia correrò, ma certamente camminerò con passo sicuro lungo la strada. riderò insieme alle persone che amo. mangerò e berrò, chiaccherando. da grande non urlerò, ma non smetterò di essere impulsiva e “patsa”. da grande andrò al cinema con mio marito, tanto i figli sono grandi… viaggerò e tornerò sempre volentieri. mi divertirò a percorrere la strada. leggerò e non guarderò la tele. da grande sarò io. e basta.

la svolta

l’altra notte parlavo con G. – cosa c’è di più bello di chiaccherar di notte? parlare con qualcuno che sia sveglio! (vero G.?!)

Beh, prima di crollare nel sonno, mi dicesti:  sento di essere ad un momento di svolta della mia vita… poi Morfeo ti sedusse e io restai lì, a chiaccherar nel buio… Poichè i miei voli pindarci notturni mi convincevano, eccoli per te, ci riflettiamo insieme la prossima notte.

Ti sei preparato per mesi, hai cambiato la tua vita, e io ne sono fiera. Mi piace quello che hai fatto,  ha reso migliore te e me molto più serena, si vede che stai meglio! Stai sperimentando strade e modalità nuove, riflettendo su di te, occupandoti di noi, quello che c’è oggi è di per sè bellissimo. Io per lo meno ci sto proprio bene in questa nostra nuova dimensione.

Mi rendo conto che non è un processo concluso. Che hai bisogno di andare oltre… il punto è il modo.
Puoi sterzare bruscamente, di forza, perchè vuoi. Oppure puoi mollemente lasciare che la curva decida (pur essendo passivo l’atteggiamento, è più sensato, ma oggettivamente meno virile) O, last but not least, puoi prepararti, impostarla questa parabola, essere attivo e connesso con la strada, con quello che c’è di reale nella tua vita. Essere tu che ti pieghi, ma la strada a girare.
Questa sensazione io nella vita l’ho provata poche volte… ma sono quelle che mi hanno segnata di più.
Scegliere di stare con te, l’azzardo di P., il parto di N. sono le più significative.
Poi ci sono le piccolezze quotidiane, quando vedi che le cose funzionano, perchè è possibile, ma anche perchè tu le hai fatte funzionare; è una bella sensazione quando la vita va così, perchè è giusta per se stessa, ma anche per te.

ti amo a.


maggio: 2017
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