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come una mela

bella, croccante come una mela. le labbra rosse. la pelle bianca. tutta tonda e soda. sorrise appena. un bicchiere di acqua minerale era tutto quello che era riuscito a chiederle. in quel bar sulla statale. una vestina celeste e quel sorriso, con gli incisivi appena sporgenti. gli occhi, liquidi e neri. un’apparizione?un scoperta per istantanee, non riusciva a cogliere l’intero. non era pura attrazione, era una tensione nei nervi. era difficoltà nel degluttire. bevve guardandola negli occhi. lei riempì di nuovo il bicchiere. le bolle salirono impazzite. ipnotico contatto. non si poteva. non si riusciva a dire niente. pura elettricità inespressa. bevve due sorsi. lasciò due euro sul bancone. fece cadere il portafoglio. impacciato lo raccolse. gg-grazie. e barcollando, impotente, sollevò il velo della tendina che proteggeva il bar dalle mosche. e fu fuori. nel sole accecante.

Immagine

 

 

 

 

 

ecco perché

ecco perché

Il mio sogno è stare in relazione. Farmi ispirare. Sentirmi viva. Cercare un senso.
Ieri sera, sotto la luna, stavo bene. Ero me stessa. E ero bella.
E sapevo che avevo un senso. Stavo lavorando. Stavo cercando me stessa.
Stavo cercando un senso in quello che facevo.
E in modo naturale quel senso è emerso.

Fare due chiacchere a cuore aperto, senza filtri, flirtando sul piano della sincerità.
Non con la seduzione, ma essendo nudi, e stupendosi che l’umanità propria è così simile a quella dell’altro. È commovente. E illuminante. E consola. Dal male del mondo. Dall’inelluttabilità della parte sgradevole della vita, che c’è solo per farti capire quanto ti piace godere di quella bella.

E tu danzi sul filo, con grazia, ridendo, saltando pericolosamente e atterrando sicura, senza dubbi, certa che ce la farai. Perché non sei sola. Perché c’è sempre qualcuno dall’altra parte ad aspettarti a mani tese e con un sorriso, il sorriso di chi è felice di vederti.

Rotolarsi tra le parole, concetti e polemiche per il puro gusto di. Scherzi e ricerca di immagini e metafore. Il desiderio di esprimersi puntualmente. Di arrivare ad una definizione precisa, dettagliata e minuziosa anche del più insignificante dei pensieri. Per il puro gusto di farsi capire. Di spiegarsi, di condividere quello che frulla nella testa e evapora come bolle di spumante.

Alla fine conta la sensazione nella pancia. E quel sorriso che ti si stampa sulle labbra e ti accompagna, e ti ritrovi a chiederti perché.

Ecco perché.

io e te

io e te,
ci siamo frequentati tanto,
nelle altre vite.
combattuto insieme.
galoppato fianco a fianco.
io e te,
alleati.
ci siamo divertiti.
amati.
combattuti.
molte e molte vite,
insieme.
ogni volta che ti vedo,
vorrei venir via con te.
vorrei che fosse semplice.
com’era prima.
ora sei qui.
per starmi vicino.
per aiutarmi a crescere.
io cerco il distacco.
cerco di controllare la mia fame.
cerco di osservare.
ma vorrei solo stare lì.
seduta vicina.
non ho neanche bisogno di parlare.
ha così bisogno del possesso
una mia parte.
eppoi mi sei simpatico.
sei forte.
e bello.
sei mio.
nei miei pensieri.
mi appartieni.
mi assomigli.
eppur diverso.
sei perfetto,
in tutta la tua imperfezione.
anche tu devi crescere.
anche tu godi della mia compagnia.
è la reciprocità.
è lieve e impalpabile.
è così.
nel momento presente.
è così.
ti amo.
e tu lo sai.

L’aura

Quando io movo i sospiri a chiamar voi,
e ‘l nome che nel cor mi scrisse Amore,
LAUdando s’incomincia udir di fore
il suon de’ primi dolci accenti suoi.

Vostro stato REal, che ‘ncontro poi,       5
raddoppia a l’alta impresa il mio valore;
ma: TAci, grida il fin, ché farle honore
è d’altri homeri soma che da’ tuoi.

Cosí LAUdare et REverire insegna
la voce stessa, pur ch’altri vi chiami,       10
o d’ogni reverenza et d’onor degna:

se non che forse Apollo si disdegna
ch’a parlar de’ suoi sempre verdi rami
lingua mortal presumptüosa vegna.

scrivere per te è destino.
meriti le parole.
le richiami e le ispiri.
tu ascolti,
liquida,
partecipe.
tu ci sei.
per me.
e sperimento la gratitudine,
lo stupore,
la meraviglia.
per ciò che si può imparare
per ciò che si può donare
con grazia
e fermezza.
donna forte e morbida.
grande.
maestra.
guida paziente.
nell’ombra.
protagonista silenziosa.
accompagni.
sorridi.
sostieni.
seduci.
lasci spazio.
e permetti la metamorfosi.
la vedi.
non hai paura di me.
non hai paura.
conosci.
sei libera.
avanti.
e ti lasci sedurre e ispirare.
lasci spazio.
alla scoperta.
alla meraviglia.
all’amore.
senza forzature.
tu accompagni
chi dipinge,
chi crea,
chi ha bisogno.
e lasci
e aspetti
e ci sei.

grazie.



Ora

ridere,
scherzare,
galleggiare,
correre verso,
amare,
mordere,
limonare,
cantare a squarcia gola,
dormire e svegliarsi di buon umore,
scrivere la notte,
respirare,
sognare a occhi aperti,
progettare vacanze su un’isola greca
(quella di rapput)
ballare,
fare tardi,
chiaccherare un po’ alticcia,
ma non ubriaca,
lavorare e arrivare ai risultati,
progredire,
schivare gli ostacoli,
scivolare,
essere felice.

ecco
essere felice.

la coperta di G.

sono stata su un divano bianco,
in una casa bianca,
piena di luce.
dove c’è una donna, col corpo di ragazza,
che quando entro sorride e mi abbraccia.
dove c’è una nana cicciotta
che mangeresti di baci
e il marito-padre-migliore amico del mio grande amore.

quando stavo male e mi sembrava di soffocare,
prendevo la porta e arrivavo in fondo alla strada.
lì non stavo meglio, ma c’era qualcuno che apriva la porta e sorrideva.
mi sdraiavo sul divano e mani affettuose stendevan su di me una grande coperta
bianca e grigia, fatta a mano, lussuriosamente doppiata in cachmire.

non migliorava il mio stato,
ma tutto quel bianco mi consolava.
e il cibo buono preparato con generosità.
e lei che dice che aiutare gli altri la fa stare bene.
e la piccola I. che si concedeva alle coccole.
e sopravvivere son sopravvissuta…
finalmente va un pochino meglio.
anzi molto.
e son sicura che l’affetto di tutti è stato importante.
qui non voglio fare nessuna classifica.
solo un modo per per fermare il ricordo del calore di quella coperta.
l’abbraccio all’arrivo e ai saluti
ecco, la presenza di G. in questo periodo è stato prezioso.
volevo che lo sapesse…
così.

Iran: a Nation of Bloggers

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