Archive for the 'leggerezza' Category

Cerco

Cerco qualcosa di piccolo piccolo

senza peso

qualcosa che sappia di cioccolato e nocciola

e gioia

e patatine fritte e sale

e pomodoro che sa di pomodoro

Cerco una vibrazione sostenibile

che mi sostenga

e mi consoli

e mi dia energia

Cerco la percezione

del battere del  mio cuore

Cerco la speranza

che alla fine

tutto vada bene

e lo so

lo so che finché cerco

non troverò

che la ricerca è condizione

eppure

non riesco a fermare questa fame.

 

mmmh

Merita una lettera

Quello che è successo oggi, merita una lettera.
Non un sms, né un messaggio su facebook.

E le lettere di questo millennio sono le mail.
Quasi tutte le mie lettere di ragazzina cominciavano
con delle metariflessioni su quanto scrivessi male,
quanto fossi noiosa, quanto quello che avevo da dire
fosse banale.
E così eccoci qui.
Perché le lettere devono essere lunghe.
Un po’ sentimentali.
E godibili. Le si va a leggere in terrazza,
perché così si può fumare.
E ridacchiare.
O piangere qualche lacrima senza essere viste.
Le vere lettere hanno respiro.
Qualche cancellatura.
Magari un errorino ortografico dato dalla passione e dallo slancio.
Anche perché le vere lettere si rileggono una volta sola.
Le vere lettere fanno un poco di fatica.
Infatti bisognava che ci fosse una scintilla, qualcosa che innescasse
l’urgenza di scrivere.
Io scrivevo per essere vicina.
Avevo sempre amori lontani.
Poco telefono che costava caro.
Interurbane.
Avevamo il duplex.
Ma una lettera trasuda amore.
E si sente che qualcuno ti ha pensato.
Poi la busta magari era un foglio di rivista.
Piegato e incollato.
Per stupire.
E dentro qualche pezzettino di me.
Una foto venuta bene o una cartolina scritta fitta fitta.
Quello che è successo oggi,
quei passi nel parco, il cappuccino buono,
le parole e i tuoi occhi, le storie, le lacrime piccole
che non sono uscite, il camminare a braccetto,
il freddo bisso e il cielo grigio,
il mercato e il quartiere pulsante.
Tutto questo è prezioso e sacro.
E’ un buon esempio della nostra amicizia.
E merita una lettera.
Senza dubbio.
Con tutto il mio bene
Tua a.
lettera

Quando apro gli occhi

Vedo una curva sinuosa
Un punto di domanda sdraiato
Su cui ci sono i miei libri
I quaderni
Una chitarra promessa di lezioni
Ali finte da angelo caduto a China town
Una coppa del mondo di calcetto
Faretti
Bacchette magiche
Lucido da scarpe
Ci sono appesi i miei sogni
Strusciati i miei sguardi spenti
Fluiti in quel movimento
I miei pensieri

Quando apro gli occhi
Vedo un muro
Guscio d’uovo
Un servo muto
Carico e sbilenco
Una scarpiera che apro raramente
E un angolo di scrivania
Indice dell’ordine mentale
Delirio più totale.

sottile e altissima

accade a volte
che la vibrazione salga
e mi trovi sospesa
nell’etere rarefatto.
allora un sorriso
impertinente si affaccia
e uno strano calore
nel ventre.
son tormenti.
e danze
tribali
e canti
e voci
e falò
sono magie
notturne
e bagliori.
sono imprendibili
impalpabili
sensazioni.
è qualcosa
che accade
a volte
e io ci danzo insieme
inebriata e fiera
gioiosa
sono io
a volte.
il blu della fiamma.
l’inneffabile.
vibrante volo.
altissimo.
verticale.

La svolta

Con un piccolo saltello
Mi libro in volo
Senza sforzo

Sorridendo.

Eppoi osservo
La mia piccola identità
Il mio piccolo mondo

Sorridendo

Eppoi mi innalzo altissima
Tanto che l’aria si fa rara
E le stelle vicine
Balzo sulla luna

Sorridendo

Poi mi siedo
Chiudo gli occhi
E faccio silenzio
E il respiro si fa lento

Sorridendo

E quando si è compiuto
Qualcosa che non ha parole
Qualcosa che è filato di una sostanza
Magica e impalpabile
Apro gli occhi e
Con infantile stupore

Mi sorprendo.

Seva Mob: un azione gentile e gratuita 11.11.11

ho un progetto.
un’idea ambiziosa.
mi aiutate?

l’11.11.11

voglio innescare un’onda anomala di gentilezza.
voglio ispirare pensieri grandi e generosi.
vi unite a me?
l’idea è semplice e banale.

FARE UN’AZIONE GENTILE.
per qualcuno a cui volete bene.
per qualcuno che non conoscete.

chiamando vostra madre o vostra nonna o vostra zia
(sì, proprio quella che vi dice sempre che non la chiamate mai)
e dicendole che le volete bene.  ascoltandola.

lasciando un caffè pagato per uno sconosciuto.
dando 100 euro all’uomo che vi infastidisce ogni mattina al semaforo.
dicendo di questa iniziativa a tutti…
o a nessuno e custodendo il segreto.

in questo caso, chi non passerà parola non romperà nessuna catena, non subirà alcuna sfiga.
ma se invece si farà strumento di quest’iniziativa areligiosa, apartitica, fuori dal business:

sarà ripagato in potenza.
provate prima.

date 10 minuti del vostro tempo e fate seva.
poi sorridete e mettetevi in ascolto.
raccontatemi se è successo qualcosa, o nulla…
(a me torna sempre moooolto più di quello che do.)

le persone speciali faranno cose speciali,
basta che facciate tutto il vostro meglio:

se il vostro meglio è dare 10 euro ad amnesty,
raccontare di questa cosa,
donare 10 milioni di euro,
cambiare il mondo,
fare un film,
salvare una vita,
abbracciare vostro figlio, amore, madre o padre e dir loro che gli volete bene,
offrire il pranzo a qualcuno che detestate,
andare a trovare qualcuno in ospedale,
rispondere al telefono con un sorriso,
regalare abbracci per strada,
trovare idee moooolto più originali di questa…

FATELO.

fatelo oggi, fatelo tutti i giorni,
ma mi raccomando:

FATELO L’11.11.11

ci saranno iniziative come questa in tutto il mondo.
il 2012 comincia quel giorno.
il 2012 non finirà il mondo.
ci sarà un innalzamento della coscienza collettiva.
un po’ come tra il medioevo e il rinascimento.
accadranno delle trasformazioni profonde.
ma si vedranno complessivamente solo dopo.
lo racconteranno gli storici.
ma noi possiamo agirlo questo cambiamento.
con un gesto banale e gratuito di gentilezza.

chiunque si può appropriare dell’idea.
fatela vostra.
usatela per il vostro business.
usate i vostri soldi e il vostro tempo,
per promuovere un’iniziativa,
che vi stuzzica il velupendolo,
che vi fa fare un salto mortale laterale,
che vi fa essere la persona che avreste sempre voluto.
anche solo per un minuto.
per un istante.
siate grandi.
folli.
visionari.
siate voi stessi.

raccontate qui sotto con video, parole o silenzio
la vostra partecipazione.
se ci sarà anche solo un commento,
il mio progetto avrà avuto successo!!!

grazie del vostro tempo.
un abbraccio a.

*Seva:

Seva è un termine di origine sanscrita per indicare il servizio disinteressato, ovvero svolto senza aspettativa di risultato o ricompensa per la persona che lo svolge.

Seva vuol dire mettere il 100% in quello che si fa. come se ne andasse della propria vita. e a non aspettarsi niente in cambio. nè riconoscimento. nè attenzione al risultato. tutta l’attenzione va messa nell’azione.

Agire così mi ha cambiato la vita.

basta pochissimo.
basta farlo una volta.
molti lo chiamano volontariato.
ma non è necessariamente fatto per gli altri.
è fatto per se stessi.
l’azione perfetta.
si può tagliare una carota con l’atteggiamento relativo al seva.
pulire un pavimento. bendare dei lebbrosi.
l’importante non è il COSA. ma il COME.

chiaccherare di notte…

non mi faccio più fregare…

bella centrata.

radicata

volo altissima

chi mi ama…

mi segua…

e se no.

pazienza.

un po’ piango

eppoi rido

e mi passa…

niente scuote

il centro.

tutto è superficiale

delizioso solletico all’oceano

sono le onde

e gli uragani

giù c’è il buio

il silenzio

la quiete

la gioia ferma

della creazione

 


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