Archive for the 'lavoro' Category

GGD Milano

Ci sono stata e ho anche la maglietta!
Non mi era mai capitato ho vinto un premio.

Quando lavorare è anche piacevole…


vi venite a bere un bicchiere alla De Vecchi giovedì 4?

Io giovedì sera andrò a prendere un aperitivo alla De Vecchi.
Se avete voglia di passare… 4 dicembre 2008, dalle 18 alle 21.

Devecchi Milano 1935

via Lombardini 20 – Milano

tel +39 028323365  info@devecchi.com

disclaimer: è lavoro, ma perchè non dovrebbe essere piacevole?

per più dettagli, date uno sguardo al blog De Vecchi (ebbene sì, c’ho il marito blogger)

vasco e lacrime

in realtà lo so che dovrei andare a letto.
ma piango- ascolto vasco – ho appena finito di lavorare a causa della mia connessione disponibile solo nelle ore serali. mi sa che mi è pure tornata fame. è che sono inceppata. mi rendo conto che non mi piace come mi comporto. ma non riesco a tornare indietro. sono troppo arrabbiata. sempre. in modo maledettamente noioso. non ne posso più. sono invischiata nei miei pessimi umori. so che bisogna smetterla. o almeno provarci. deviare. seppur leggermente. eppoi piano piano uscirne. snodare sto groppone. ma non ho davvero niente di meglio da fare? è che mi schiaccia e mi impedisce di godere delle piccole gradi cose che mi accadono. P. che fa il salto mortale sui tappeti elastici o N. che dichiara che se P. ha la chiesetta del paese intitolata al suo San P. allora la sua chiesa è il Bar Linetta. mia sorella che è carina con me. amici affettuosi intorno… le cose belle ci sono. chissà dove sono io….

strane assonanze

“it’s ridiculous,” she said, that we’re increasing our prosecution of nannies and decreasing our prosecution of organized crime.

ecco. è ridicolo, perseguiamo chi si prende cura di noi, e diminuiamo la pressione sul crimine organizzato.
non vi sembra familiare?

per saperne di più leggete (o guardate l’intervista) di Robert Scoble.

buon 4 luglio a tutti.

Social Media e RSS: spiegazioni semplici e veloci

Dopo i  miei struggimenti un paio di riferimenti
(non per gli appassionati di marketing 2.0, che l’avranno già visto mille volte)
ma per gli appassionati miei, cui io faccio da rassegna stampa sui blog.

il primo video spiega i social media:

il secondo cosa sono gli RSS

a me è servito per capire meglio, magari serve anche a voi!
buon weekend!

 

Un giro virtuale alla De Vecchi – Fuori Salone 2008

E’ stato bello. Mi sono divertita come una bambina a parlare con persone interessate e interessanti, che come dei trampolini permettevano un’interpretazione rinnovata ogni volta.

L’incontro è sempre fertile… e allora non si riesce a smontare, a fare finta che non sia mai accaduto e continuare come prima. Ci sono degli eventi fondanti, questa rappresentazione di noi credo lo sia stata. Una volta avvenuta non è cancellabile. Così resta, almeno ancora per due giorni, perché devono passare dei giornalisti, ma anche perché così si ha il tempo di pensare a cosa fare, cosa tenere, cosa bisogna necessariamente mettere da parte.

 

Per chi non c’è stato, per chi c’è passato e vorrebbe mostrarlo, per chi magari non ha potuto, ma potrebbe oggi o domani (per prendere un appuntamento – 02 83 233 65), un piccolo assaggio.

 

Se avete 6 minuti, ecco il video (gentilmente prodotto e messo in rete da Stefano Miano – che ringraziamo sentitamente), con i testi che accompagnavano il percorso della mostra:

 

 

 

 

Benvenuti alla De Vecchi. Questo è un sito antico della Mesopotamia. La Mesopotamia – letteralmente ‘terra tra i due fiumi’ – è il nome con cui noi e altri abitanti della zona chiamiamo l’area compresa tra il naviglio Grande e il naviglio Pavese. L’idea è che privati cittadini, realtà commerciali e produttive, aziende artisti e intellettuali – insomma tutti coloro che si fanno contagiare –  promuovano un processo di rigenerazione urbana: un’azione che parte dal basso e che arriva a cambiare la fisionomia a una porzione di città.

 

E’ la prima volta che apriamo le porte della De Vecchi ai visitatori. Qui noi De Vecchi produciamo i nostri pezzi, ma qui anche li progettiamo, incontriamo amici e colleghi, designer; discutiamo, litighiamo… Insomma questo è il nostro luogo: abbiamo cercato, sullo sfondo del laboratorio così com’è, di mettere in scena ciò che generalmente è nascosto: le strade che portano ai prodotti finiti.

 

Per noi l’artigianalità, la manualità, il ‘fatto a mano’, non sono una dimensione mitica e romantica: sono la nostra quotidianità, la norma, anche asprezza e crudezza. Non ci piaceva rappresentare il nostro lavoro mostrando gli uomini, i ‘maestri’ che vengono qui ogni mattina a fare un lavoro serio e duro, a timbrare il cartellino, chiedendo loro di esibirsi per il piacere degli astanti. Così abbiamo accatastato cose inanimate ma piene di storia

 

Mio nonno  non me lo ricordo bene perché è morto che ero ragazzino. Però è una figura mitica per me, come forse è normale per tutti i nipoti o per me le cose lontane nel tempo, che mischiano ricordi, racconti e affetti. So che il suo vero nome era Pierino, e lo era fino in fondo: volitivo, determinato e dispettoso. Tra le cose che ci ha lasciato ci sono questo mestiere di argentieri e questo candeliere T8, che lui fece nel 1947, per esporlo alla Triennale VIII. Col tempo abbiamo eletto questo oggetto a capostipite di un percorso di ricerca e di uno spirito che si è trasmesso da una generazione all’altra. Non male no?

 

I designer che hanno lavorato con noi ci hanno portato nuovi punti di vista, nuove idee. Potrei dire che li abbiamo messi in questa cassa da spedizione perché sono compagni del nostro percorso … Sarebbe una bella metafora! In realtà dovevamo solo costruire un mobile per contenerli.

 

Sottovetro è la nuova collezione di oggetti disegnata da Alessandra Baldereschi per De Vecchi.

Sotto vetro è dove spesso la gente relega l’argento, e così ce l’ha messo prima lei.

Sottovetro reinventa la relazione tra argento e vetro, mettendo all’interno ciò che generalmente sta all’esterno.

Sottovetro gioca con la trasparenza del vetro e la specularità dell’argento.

 

State entrando nel ‘tunnel della specularità’.

Specchio, argento riflettente, lingua degli specchi, anamorfosi, gestalt, fondo-figura, decorazione, variazione, ambiguità: specularità.

La specularità è una teoria, un metodo progettuale, un divertissement, una giustificazione cerebrale. Noi da anni cerchiamo di spiegare di cosa si tratta. Qui invece vorremmo farne fare l’esperienza, abbiamo finito le parole.

 

L’arte cinetica è fondamentale per capire i nostri argenti!

O forse no.

L’arte cinetica sono quegli oggetti appesi alle pareti, magari con un motorino che fa rumore o che fanno qualcosa solo se vengono toccati. Sono cose che mio padre Gabriele ha cominciato a fare alla fine degli anni Cinquanta insieme ai suoi amici del Gruppo T ­– Anceschi, Boriani, Colombo, Varisco – e con altri come Bruno Munari e che poi sono stati in tanti musei in giro per il mondo.

Gli argenti sono, in linea di massima, quelli che luccicano.

Anche in questa stanza rinunciamo a tentare spiegazioni e letture critiche: stanno lì, gli uni accanto agli altri

De Vecchi al Fuori Salone, ci fate una salto?

La De Vecchi apre le porte del suo laboratorio, è un luogo dove si intreccia il fare artigiano, con strumenti molto vicini a quelli del secolo scorso, e il design più innovativo, arte cinetica, e metalli preziosi, teorie sulla percezione e oggetti interattivi. Questo luogo delle meraviglie segrete cerca un modo di raccontarsi, e lo fa in modo trasparente. onesto.

perchè non ci fate un salto e vi fate un’idea?

 

se vi va di fare un giro in un vero ipertesto:

http://www.gabrieledevecchi.it/

 

Dove: Via Lombardini, 20 Milano

Quando: 17-21 Aprile – h.10 – 19

 

 

 

 

(il fatto che lì ci sarò io e che quel luogo è legato alla mia famiglia, rende la cosa solo più interessante, vi aspetto!)

 

Via Lombardini, 20 Milano


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