Archive for the 'corpo' Category



consiglio* IRINA PALM

per tutte le donne. per quelle un po’ in sovrappeso. per quelle che hanno dubbi sulla loro desiderabilità. per quelle che non sanno quanto valgono e quanto possono fare. per quelle che non si stupiscono spesso di loro stesse. per la leggerezza. e un po’ di poesia. attraverso il corpo.

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Irina Palm 

Un film di Sam Garbarski. Con Marianne Faithfull, Miki Manojlovic, Kevin Bishop, Siobhan Hewlett, Dorka Gryllus, Jenny Agutter, Corey Burke. Genere Drammatico, colore 103 minuti. – Produzione Belgio, Lussemburgo, Gran Bretagna, Germania, Francia 2007. – Distribuzione Teodora Film

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consiglio *1

metto solo la locandina
l’ho visto senza sapere assolutamente
di cosa si trattasse.
in realtà credo sia molto meglio

XXY

XXY


Un film di Lucía Puenzo. Con Ricardo Darín, Valeria Bertuccelli, Germán Palacios, Carolina Pelereti, Martín Piroyanski, Inés Efron, Guillermo Angelelli, César Troncoso, Jean Pierre Reguerraz, Ailín Salas, Luciano Nobile, Lucas Escariz. Genere Drammatico, colore 91 minuti. – Produzione Argentina 2007. – Distribuzione Teodora Film

il potere dell’immaginazione

sono in un bar. un’ora per pensare. e fare la mia lista delle cose da fare, da mettere in un ordine di priorità, eppoi valutare cosa fare prima e cosa non fare affatto. c’è una bella luce. non c’è nessuno. un contesto perfetto. e io me la godo. finalmente mi fermo. un istante. i pensieri non si fermano mai. è a quelli che cerco un limite. attraverso la riflessione. la presa di coscienza che si possono immaginare mille attività. ma farne solo una parte, secondo le proprie possibilità. e io sono limitata, accettarlo è difficilissimo e doloroso. eppure. eppure saperlo mi tranquillizza. si placa il senso di colpa perchè non sto facendo tutto, bene e subito. bene e un poco per volta, magari non tutto. la gestione delle mie vite mi affascina e mi affatica. mi piace tutto quello che faccio. questo è uno stimolo. ma non posso. non si può fare tutto quello che si è in grado di pensare anche perchè io penso maledettamente veloce. ed è una cosa di me che apprezzo. sorseggio il mio the. sorrido. mi appoggio allo schienale. e mi fermo.

immaginatemi così_solo donna

poi mi sono presa un bianco. ah, la foto rappresenta bene la scena. solo immaginate una donna.

lettera ad un’amica lontana.

ci siamo perdute. non so bene perchè. so che abitiamo vicine. e non ci vediamo più. e probabilmente va bene così. succede. eppure oggi, oggi sotto la pioggia, ho pensato che mi piacerebbe che sapessi di me. sapere di te. tante cose cambiate. un nuovo figlio. sono cresciuta. il lavoro. c’è sempre G. mi piace pensare che ti sei sbagliata quando hai detto che ci davi tre anni… stiamo bene insieme. credo sinceramente di amarlo più di prima. è un’avventura questa vita. e mi piace da morire. non sono mica sempre positiva. c’ho delle belle crisi di nervi. sono diventata una cicciona. ne soffro terribilmente. ma non faccio niente per cambiare le cose. immagino che quando sarò pronta, succederà; o meglio farò qualcosa. sono meno drammatica di cinque anni fa. probabilmente meno interessante. più banale. più pacata. ma urlo comunque sempre. rido sguaiatamente. mi stupisco di riuscire a fare la madre, con discreta soddifazione. non che sappia sempre cosa fare, ma è un’attività che mi entusiasma, mi interessa, mi rende fiera di me. mi piace quel lavoro che mi sono inventata a gennaio, e che è decollato in questo weekend. chissà. la mia vita non assomiglia per niente ad un romanzo. la mia vita interiore a volte è spaventosamente piatta. quasi sempre continuo a non piacermi. ma sento di muovermi, che sto cercando di cambiare quest’eterna insoddisfazione cronica e punitiva, prevalentemente pensandoci su; sana, piana riflessione.ma non riesco a immaginare come potresti vedermi tu. non so se ti piacerei. ne dubito.

ma importa, poi? non credo sia proficuo pensarci. vecchie abitudini.

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chissà cosa è successo dentro di te, nella tua vita. spero tu sia felice, davvero.
buona notte. chissà se ci incontreremo ancora. infondo abitiamo vicine.

vorrei

ho voglia.
dolce.
di essere me.
di diventare piano piano.
di conoscere.
di bere di nuovo.

ubriaca, un po’.

beh, ho smesso di fumare…
vorrei:
essere un po’ ricca
comoda
una casa grande, senza doverla pulire io.

non lavorare.
devo ancora imparare.
studiare.
finire l’università.

e poi diventare una brava grafica
fare altri bambini
essere magra, ma senza fatica.
prendermi cura di me e degli altri.
avere un’intensa vita sociale e culturale.

viaggiare, con valigie nuove e marmocchi.
essere leggera.
partecipare alla vita politica. ma senza farne la mia vita.

essere elegante e di classe.
non truccarmi mai.
essere amata.
amare tantissimo.
sentirmi leggera, necessaria ma non indispensbile.
stare una settimana, ogni tanto, sola. e non disperarmi.

essere capace. e brava almeno in una cosa.

e finirla. arrivare ad un cazzo di punto.
smettere di odiarmi (ma che fatica inutile!)
masticare dieci volte prima di inghiottire.

contare fino a tre prima di parlare.
non urlare. ascoltare, almeno ogni tanto.
fare le cose perchè hanno un senso per me.
buttarmi, come faccio adesso, ma con un meno foga.

risparmiarmi un po’, spendermi meglio.

cosa mi piace di me

poichè odiarmi è (misteriosamente) uno dei miei sport preferiti, faccio l’esercizio retorico e pratico di un’analisi puntuale delle cose di me che mi piacciono:
partiamo dal fisico.
mi piacciono i miei occhi neri,
specchio trasparente (e pericoloso) dei miei pensieri.

il mio naso all’insù, che da bambina credevo di poter accentuare passandoci ripetutamente l’indice, come un salto di sciatore.
la mia bocca, assimmetrica, grazie ad una rovinosa caduta dalla bicicletta, è cambiata lei, e un po’ anch’io.
la forma della mia faccia e le mie orecchie, perchè alla fine stanno bene insieme.

i miei capelli, ogni riccio un capriccio, perchè se non ci fosse toroseduto, io e mia sorella che parole segrete avremmo?

il mio collo e il mio seno, simboli femminili, genericamente apprezzati.

ecco, qui faccio un salto, perchè sul tronco, la pancia, la vita e i fianchi proprio non riesco a trovar pace, anche se contenitori di un cuore e un paio di polmoni con cui vado d’accordo e dei due pargoletti che nel mio ventre hanno trovato dimora.

poi mi piacciono le mie ginocchia, perennemente sbucciate e piene di gibolli come quelle delle pesti della via paal.
i miei polpacci, anche se storti, perchè cercano di essere sottili.
e i miei piedi tozzi (come le mie mani senza grazia), ma che contrariamente alle opinioni di certi maldicenti, a me sono sempre piaciuti un sacco.

sulla mia voce, non so. non posso averne un’altra… e sul mio gesticolio… beh, un po’ più contenuto… la mia camminata goffa…ahi, ci sto ricascando. odio il mio modo di ridere (son persino caduta da una sedia, tanto è violento e mi prende la pancia).

ecco, sono mediamente alta, tanto poco da non potere fare la modella (ma tanto non volevo, disse la volpe all’uva) e tanto da essere sempre un po’ troppo alta per i miei accompagnatori (accompagnatori?)

ora passiamo, a quei tratti del carattere che non necessariamente adoro… ma almeno non detesto…
ecco, non sono precisa, ma tendo ad avere una struttura (prevalentemente per il gusto di non rispettarne le regole talebane)
sono piuttosto svelta nella comprensione, anche se questo mi porta a pensare di aver capito tutto, quando in realtà ho capito pochino, e alla tendenza ad una certa superficialità… ma è estremamente gratificante capire chi sarà il colpevole prima di G.
leggo molto velocemente. mi piace parlare e pensare e sognare in tedesco e in inglese (e sono bravina a farmi capire, pur possedendo un volabolario limitato)

non sono modesta (anche se è una dote che apprezzo negli altri – ma trovo la falsa modestia veramente insopportabile).
ma sono onesta (prevalentemente perchè non so mentire e ho la CERTEZZA di venir beccata, mi manca proprio il file… ma non credo sia un male)
convinta di avere una certa sensibilità (mi si rinfaccia sia a due gradi – uno assai sensibile riservato a me; e uno molto meno per tutti gli altri – specialmente quelli della mia famiglia)
parlo tanto e con molto piacere, ascoltanto purtroppo molto meno.
leggo quando ne ho voglia e spazio, ma con grande gusto per la storia e un sincero affetto per i personaggi.

non ho ancora capito se son brava a fare qualcosa (oltre che a produrre bambini) e devo dire che ne soffro molto.
sono una passionaria senza passioni.

mi innamoro in un soffio e con grande convinzione.
come il mio uomo non temo le responsabilità, anche se son molto meno brava a concludere qualcosa.
mi affascinano molto più gli artisti dell’arte, e le persone spesse in generale.

mi piacciono i progetti e le strutture.
amo le cartine (e da mio padre ho preso il naso per l’orientamento, e come mia sorella amo perdermi in motorino).

mi piace mangiare e stare a tavola ore (anche se questa peculiarità è la prima causa della mia quasi obesità…)
desidero profondamente essere accettata e apprezzata (segno chiaro di una profonda insicurezza). bene, oscillo tra narcisismo e svalutamento, e non mi diverto con sta lista… eppure all’inizio mi sembrava. ecco, poi c’è una cosa che detesto negli altri e che rispetto a me proprio non riesco a valutare; mi prenderò troppo sul serio?

smettere di fumare

connessione pessima. non posso scaricare i messaggi, ma ogni tanto li leggo. siete tutti nei miei pensieri. anche se i pensieri sono abbastanza lievi e annebbiati. come se il contatto fosse principalmente con “il qui e ora”,non essendo una scrittrice vera non sento alcun bisogno di scrivere .

sto leggendo un libro per smettere di fumare.l’unica dipendenza che riesco a gestire. ma in effetti per nulla necessaria. per cui fumerò la fatidica ultima sigaretta saltuaria e smetterò per sempre.

in fondo perchè fumo?perchè la gestualità del fumatore ha fascino(fa figo)
perchè mi illudo che quando mangio troppo mi faccia digerire
perchè dopo il caffè mi sembra un rito
perchè mi sembra di avere il controllo su una cosa che sembra governare sulla vita di altre persone; e mi fa sentire potente.

vorrei che i miei figli fumassero?
NO!!!
perchè la nicotina non è nient’altro che una droga, che uccide lentamente, e per di più cara. che crea sintomi da astinenza che non riesce poi nemmeno tanto ad alleviare.
quando leggo su un pacchetto che uccide (certo- non me che fumo così poco – ma, certo anche me!) penso che dovrebbero scrivere: FUMARE è DA SFIGATI. tutti ti fanno credere che sia qualcosa che aggiunge qualcosa, che fa qualcosa (come una stampella che quando hai bisogno di carica ti dà carica e quando vuoi rilassarti ti rilassa); e invece ha solo un sapore disgustoso ed è cancerogena. ma il potere mediatico è potentissimo. il gusto del fumo non mi è mai piaciuto… come il gusto della birra.. ogni tanto, quando d’estate fa caldo e vedo qualcuno che se ne beve una lo invidio un po’ perchè sembra proprio goderne, ma SO che quel sapore non mi piace, ogni tanto la riprovo per convincermene, ma la birra non crea un’immediata dipendenza, la nicotina sì. una dipendenza fisica impercettibile, come un lieve prurito, un vuoto interiore (che assomiglia maledettamente alla fame) e ti fa sognare di avere un’altra sigaretta… ma le mie fami sono di altra natura (come d’altronde le mie dipendenze). di questa, solo nociva, che non mi dà nessun piacere se non l’illusione di una soddisfazione che però non mantiene posso davvero fare a meno

beh, presto parlerò di diete alimentari. (e qui le cose, per me, si complicano)


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