Andare in fiera

Per me andare in fiera non è solo un lavoro.
Io in fiera ci sono nata.
Ad Hannover. Per puro caso.
Eppoi è stato il mio primo lavoro.
Invece di andare in gita in terza liceo, a diciott’anni, sono andata per la prima (e ultima)volta nella mia città natale a fare la hostess.
Eppoi con G. il mio primo viaggio d’amore fu a Francoforte. A visitare una fiera che poi avremmo fatto tante volte insieme.
Seppi che ero incinta di Pietro in un bagno della Smau del 98.
Mi ricordo perfettamente quel bagno.
E come mi sentivo quel giorno.
E quasi tutti gli anni da allora ho partecipato ad almeno una fiera.
Tante per la mia azienda, ma tante anche per l’azienda di G.

La fiera è un nonluogo. Un luogo sospeso. Pieno di gente che converge lì per un interesse comune.
La fiera è un mercato. Dove avvengono gli scambi.
La fiera è un posto civile. Dove ci si veste col vestito buono.
Dove ci si presenta. Si cerca un contatto.
Andare in fiera è faticoso, ti impegna.
Devi stare in piedi (nello stand è vietato sedersi…).

Non ci avevo mai pensato.

Ma mi piace andare in fiera.

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1 Response to “Andare in fiera”


  1. 1 serrenett 23 11 2011 alle 6:28 pm

    Io adoro i non luoghi. Studiando all’università hanno cerato di farmi credere che sono posti privi di impronta, di passaggio, a cui non ci si deve affezionare. Eppure non è così.


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