ho visto lo psichiatra. sono depressa.
meno dell’altra volta. ma di nuovo.
pare che per analizzare le cause,
prima mi debba occupare dei sintomi.
quindi antidepressivi e ansiolitici.
è una risposta.
questione di settimane.
nel frattempo evitare lo strazio di andare al lavoro
e di non sapere dove mettermi.
frenare.
girare al minimo.
cercare di non sentirsi in colpa perché si sta male:
dovehosbagliato?dovehosbagliato?dovehosbagliato?dovehosbagliato?dovehosbagliato?dovehosbagliato?
i bambini. come fare con loro? cosa vedranno di me?
e gli amici, i parenti e i colleghi…
cosa penseranno?
mi giudicheranno?
eppoi sarà mai come prima?
e se il prima è esattamente la causa di questo stare male?
è colpa mia.
io non voglio, mi ribello a questo stato, mi incazzo, mi fustigo, mi sgrido.
penso solo a questo.
non c’è via di uscita.
non vedo vie d’uscita.
non valgo niente.
tutto quello che sono stata fino a ieri ora è solo un mucchietto depresso.
non me lo merito e non capisco perché.
non è più ansia.
è sfiducia. fatica ad esistere. fatica respirare e stare sveglia.
desiderio di annullamento.
di non sentire.
non sentire questo dolore.
sordo e persistente.
questo dolore son io.
io immersa in me stessa.
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