Archivio per la categoria 'pensiero'

Iran: a Nation of Bloggers

Parliamone!
Facciamo qualcosa!

pensiero del giorno: Perché siamo imperfetti?

4.07.09

Perché siamo imperfetti?

In modo da poter sviluppare la perfezione. La vita è un eterno moto dall’imperfezione alla perfezione. Un seme contiene l’albero, ma per divennire albero deve rinunciare a essere seme. Il seme non è un albero. Un arboscello non è un albero.

Nella vita puoi scegliere se vedere l’imperfezione in ogni momento o se vedere il movimento da un grado di perfezione ad un altro.

Sri Sri Ravi Shankar

per quelli che si sentono sempre  inadeguati, per quelli che vorrebbero essere subito degli alberi, per quelli insofferenti, per quelli ansiosi, per quelli che si vedono perfetti e si stupiscono che gli altri non se ne accorgano, per tutti i semi, tutti gli arboscelli e tutti gli alberi.

Facciamo qualcosa per ricordare questa donna e per evitare che riaccada?

Ho ricevuto l’appello di Valeria Palumbo per fare qualcosa per Monica, uccisa dopo aver denunciato e aver tentato di fermare attraverso le istituzioni il suo ex.
Condivido tutto ciò che scrive, aggiungo che è anche una questione politica e culturale. Bisogna far cultura e politica del rispetto. Bisogna indagare dove nasce e come fermare la violenza sulle donne.
BISOGNA FAR QUALCOSA!!!

 OMICIDIO DAVANTI AD UN ASILO DI MILANO

Buongiorno. Il caso l’avete letto: Monica Morra, 33 anni, è stata uccisa in via Cova davanti all’asilo nido del figlio. Cinque giorni prima aveva denunciato per l’ennesima volta il suo ex marito che l’aveva minacciata di morte. Le forze dell’ordine di Città Studi-Lambrate si erano limitate a fare un verbale. A me risultava che fosse passata una legge anti-stalking. Uno che ha mandato una lametta a Michelle Hunziker si è preso nove mesi: ottimo. Ma Monica forse non valeva come la Hunziger? E’ stato appena eletto un nuovo presidente della Provincia che come prima misura parla di ronde: varranno anche per la violenza domestica? Non sarebbe una cattiva idea: invece di vagare a caccia di “uomini neri”…. Perché se lo stupro è fatto da “rumeni” (vox populi, come alla Caffarella, poi si scopre che non è così) parte il branco da linciaggio e per una donna uccisa da suo marito non si muove un dito? C’è violenza e violenza? Perfino in Città Studi e non solo a Bagdad?
E vengo al punto: non sarebbe nostro dovere (di giornalisti, di donne che si occupano di donne, di cittadini, di intellettuali) fare qualcosa?
La biblioteca di zona non può organizzare una serata per questa ragazza?
Non possiamo chiamare le persone di quartiere (gli uomini per primi) a farle un omaggio?
Non possiamo dedicarle delle letture (chiacchiere no, per carità), ma pagina di libri.
E un momento di riflessione?
Vi ringrazio per l’attenzione e vi saluto cordialmente

valeria palumbo
caporedattore centrale L’Europeo Rcs periodici via Rizzoli 8 20132, Milano, Italy
tel. 00390225843724
valeria.palumbo@rcs.it

www.valeriapalumbo.com

farò politica

ieri ho visto il video di Debora Serracchiani.
voglio far qualcosa.

azienda e filosofia

inventare e ascoltare storie.
la mia grande passione.
leggere la grammatica della fantasia è come poter esplorare un meccanismo magico e avere un cicerone dalla parola piana che spiega. un piacere infinto. perchè Rodari regala la chiave di accesso. lo fa con generosità e semplicemente, proprio come si fa una carezza o un sorriso.

e allora secondo la sua iniziale indicazione metto insieme due parole che non c’entrano niente e vedo quali piccole esplosioni ne derivano tra i miei neuroni:

azienda e filosofia

c’era una volta un’azienda che nella sua dimensione si sentiva un po’ stretta. era una azienda carina e longeva, stabile, ma non particolarmente eccezionale. ci si facevano delle macchine utili. era una buona azienda, ma nel profondo era un po’ insoddisfatta.
da lei lavoravano delle persone per bene, che lavoravano con piacere fra di loro, anche se erano persone normali, litigavano o si detestavano segretamente, come tutti. nella media le cose andavano come dovevano.
ma l’azienda sentiva che doveva far qualcosa. il periodo era tristanzuolo, tutti parlavano di crisi, e lei era stufa di quei discorsi cupi, nel profondo si sentiva ottimista… aveva voglia di qualcosa di fuori dagli schemi, qualcosa che facesse fare un salto laterale alle sue idee, per vedere cose nuove e fare pensieri stimolanti. conobbe un ragazzo simpatico. un ragazzo che è un piacere mangiarci un piatto di pasta con le sarde insieme. e gli disse con fare cospiratorio: vieni da me a fare un salto?
vieni di sera, quando poi non devo rimettermi a lavorare, parliamo e ci beviamo un bicchiere di vino. parliamo di cose che non c’entrano con me, ma proprio per questo mi interessano. parliamo di lavoro e della nostra vita, parliamo di come si potrebbe vivere bene, ci facciamo delle domande e vediamo se nel gruppo vengon fuori delle risposte o magari dei discorsi inaspettati.
l’importante è essere a nostro agio. tu, Federico, parla come mangi, e io mi metto nella disposizione d’animo, non di imparare, ma di ascoltare e veder cosa succede.

alla Prima presto si faranno delle conversazioni filosofiche, sono inviati a partecipare tutti quelli che hanno voglia di ascoltare e veder cosa succede.

non lo so come va a finir la storia. è una storia piccola, ma vera. e sono fiera che si svolga nella mia azienda. un po’ anche per merito mio.

per la scuola pubblica – non è ancora finita!

So che la sensazione è che ormai, dato che il decreto Gelmini è stato tramutato in legge, non ci sia più nulla da fare.
L’altra sera G. ha partecipato a una riunione dei genitori e insegnanti PRO SCUOLA PUBBLICA ed è emerso che in realtà mancano ancora i regolamenti attuativi, che poi sono quelli che andranno veramente a definire come sarà organizzata la scuola dopo la riforma. Questi regolamenti non sono stati ancora emanati perché gli stessi parlamentari sono divisi, perché la pressione dei genitori delle scuole ha un peso, perché pezzi grossi della politica – probabilmente per ragioni di consenso – non vogliono avallare provvedimenti impopolari. Uno per tutti è Formigoni, che ha dichiarato pubblicamente che il tempo pieno non si tocca.

Oggi ha molta importanza partecipare alla manifestazione delle scuole milanesi. Se qualcuno ha trovato giusto esserci la scorsa volta in largo la Foppa ha senso che venga anche oggi pomeriggio.

L’appuntamento è  in tre punti diversi della città.

Noi partiamo alle 14.30 da piazza Lima.

Venite anche voi?

P.S.qui c’è il link a rete scuole con più dettagli sulla manifestazione: http://www.retescuole.net/

ban29

Non son mica capace di crescere

Ha nove anni e gli occhi neri. È un bambino sensibile e curioso. Polemico e puntiglioso. È magro e ha un cespuglio di riccioli bruni. Stonato come una campana e senza gol nei piedi. Ma ha un fuoco sacro. Vuole capire. E essere bravo. Come me. Come tanti primogeniti. Stasera piangeva che tutto andava male. Era certamente molto stanco. Ma in un’intuizione fulminea dice tutto è cambiato – ma da quando? Non so, da prima. È tutto più complicato, e mi viene meno facile – perchè stai crescendo bambino mio, e crescere è un casino. Forse non sono adatto, mi risponde. Neanch’io, mi verrebbe da sussurrare. E alla fine mi gioco la carta dell’onestà. Per nessuno è facile crescere, neanche per i grandi, anzi ci sono sempre più elementi da conciliare. Da piccoli piccoli è più facile essere felici – quel paraculo del fratello treenne – Io sono felice mamma. Ecco a lui basta poco, mangiare, bere, dormire, il bene di mamma e papà, e giocare con gli amici a scuola, incalza il treenne. Sì e giocare. Mentre per te P. ora è tutto più complicato. Gli amici, gl’amori (!?!), la scuola e anche quei rompi dei genitori e N. che non ti molla. Gelosie, invidie, gare vinte e perse, simpatie, incomprensioni, attese strazianti, tentativi e cadute, ci sono molte più sfumature. Non si può essere costantemente felici. Capita di essere un po’ scontenti, ho anche molto infelici, per dei periodi. Se questo periodo dura ancora a lungo mi suicido dice ridacchiando. Amore, non dirlo neanche per scherzo. Solo alla morte non c’è soluzione. Per cui, parliamone. Parliamone domani, la stanchezza è un sentimento molto simile alla tristezza, e adesso tutto ti sembra nero anche perchè sei così tanto stanco. Dormi e cerca dei pensieri belli, ma sappi che già parlarne smonterà questa sensazione tutta negativa, e domani ci mettiamo lì e guardiamo bene queste cose che non vanno e che sono difficili, e accanto facciamo una lista delle cose che invece funzionano, a cui ora non stai sicuramente pensando, perchè le dai per scontate. Tu sei bravissimo a crescere, stai facendo tutte le cose necessarie, non ti devi aspettare di essere perfetto, di non sbagliare mai. Perchè è proprio quell’errore che ti insegna come fare la volta successiva. Eppoi magari ti devo dire un po’ più spesso quanto ti amo, perchè dovrei farlo, ma penso che tu lo sappia, che è un bene che arriva fino alla luna, fino al sole e anche oltre. E adesso dormi, mio tesoro, ancora mille baci, e piumoni, e sogni leggeri senza paure. Il domani lo affronteremo insieme.

una sera, al Bar Linetta

Ci sono sensazioni segrete, che non si possono dire.
Certe sere, in cui si sta seduti vicino a una stufa, intorno a un tavolo, si ciaccola, e poi si sta zitti. Si coccolano i bambini mentre si discute di politica o si spettegola. Eppoi c’è un istante, in cui ci si sorride, e si sta lì e si fanno pensieri dai contorni confusi, perchè il caldo, la stanchezza e una discreta quantità d’alcol rendono molli le gambe e anche le percezioni. Eppure si è lì, proprio lì. Senza pruriti, immersi nello stare bene, i pensieri lontani e quei sorrisi e quel caldo al cuore, che ci si vorrebbe toccare, e toccare gli altri per una conferma, perchè la sospensione è un momento, e c’è anche una specie di leggerezza e un briciolo di incredulità nel sentire così forte e così chiaro anche se indefinito, come uno spiffero di felicità.

difficile scrivere

bambini svegli nel mio letto,
fuori una notte stellata a milano
e la balera che suona
scrivere non è facile
per niente
eppure
eppure è così bello che vale la pena di dirlo
sono così spesso catastrofica
che quando sto bene
mi vien voglia di gridarlo
domani mi aspetta l’acquatica
se il tempo non è brutto
e il meteo è vago
eppoi correre da G.
e scrivere in treno
con un po’ più di pace
senza una manina che pizzica le chiappe
ma che è così carina
che spengo la luce
e il pc
e me la strapazzo un po’
‘notte a.

ragazzina

che tipo di ragazzina fossi
ricordo che la mia vita era più divertente da raccontare che da vivere
ora non è più così, da quando sto con G. non è più così e gliene sono grata.
mi sono sempre presa tremendamente sul serio
non sono mai stata simpatica
né lieve e spensierata
di una lucidità cinica e un po’ triste
senza tante risorse
melodrammatica
noiosa
ecco. noiosa
abbastanza carina
egocentrica e narcisa
seria
rispettavo le regole
mi piaceva chiaccerare
ascoltare il suono della mia voce
e vedere le persone che mi seguivano
nei miei voli pindarici
che spesso non avevano a che fare con il tema da cui ero partita
parlavo per non perdermi
per c0ntenermi
per darmi un tono
per rassicurarmi
per trovare me stessa
eccessiva nell’espressione
ridevo forte e urlavo spesso
mi innamoravo brevemente
e soffrivo a lungo
avevo fretta di arrivare
non prevedevo il percorso
quello era un peccato
ma capire mi sembrava molto simile all’afferrare
al divorare e contenere
la conoscenza mi dava una specie di euforia
un eccitamento soddisfacente
mi piaceva imparare
e seguire i filo dei pensieri
e leggere
e guardare film
un po’ come adesso…

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