Archivio per la categoria 'leggerezza'

la coperta di G.

sono stata su un divano bianco,
in una casa bianca,
piena di luce.
dove c’è una donna, col corpo di ragazza,
che quando entro sorride e mi abbraccia.
dove c’è una nana cicciotta
che mangeresti di baci
e il marito-padre-migliore amico del mio grande amore.

quando stavo male e mi sembrava di soffocare,
prendevo la porta e arrivavo in fondo alla strada.
lì non stavo meglio, ma c’era qualcuno che apriva la porta e sorrideva.
mi sdraiavo sul divano e mani affettuose stendevan su di me una grande coperta
bianca e grigia, fatta a mano, lussuriosamente doppiata in cachmire.

non migliorava il mio stato,
ma tutto quel bianco mi consolava.
e il cibo buono preparato con generosità.
e lei che dice che aiutare gli altri la fa stare bene.
e la piccola I. che si concedeva alle coccole.
e sopravvivere son sopravvissuta…
finalmente va un pochino meglio.
anzi molto.
e son sicura che l’affetto di tutti è stato importante.
qui non voglio fare nessuna classifica.
solo un modo per per fermare il ricordo del calore di quella coperta.
l’abbraccio all’arrivo e ai saluti
ecco, la presenza di G. in questo periodo è stato prezioso.
volevo che lo sapesse…
così.

Piccole Parole Puntiformi

Pensieri piccoli, come puntini di sospensione. Rimbalzano lentamente, sbattono all’interno del mio cranio. Insospettabili. Senza meta. Imprevedibili. Non fanno male. Eppure solleticano. Presenze. La testa è leggera e vuota. Eppure.

Ecco.

Di nuovo.

pensiero del giorno: Perché siamo imperfetti?

4.07.09

Perché siamo imperfetti?

In modo da poter sviluppare la perfezione. La vita è un eterno moto dall’imperfezione alla perfezione. Un seme contiene l’albero, ma per divennire albero deve rinunciare a essere seme. Il seme non è un albero. Un arboscello non è un albero.

Nella vita puoi scegliere se vedere l’imperfezione in ogni momento o se vedere il movimento da un grado di perfezione ad un altro.

Sri Sri Ravi Shankar

per quelli che si sentono sempre  inadeguati, per quelli che vorrebbero essere subito degli alberi, per quelli insofferenti, per quelli ansiosi, per quelli che si vedono perfetti e si stupiscono che gli altri non se ne accorgano, per tutti i semi, tutti gli arboscelli e tutti gli alberi.

sei arrabbiata con me?

sei arrabbiata con me?
sì, un po’
e perchè?
perchè io stavo male e tu non c’eri
è vero che non c’ero, ma ti sei chiesta se magari avevo dei motivi?
tu mi hai mai cercata?
poco, come te
è un peccato?
non lo so, forse è andata bene così
è che io vivo male, se sento che qualcuno non è perfettamente in linea e in pace con me
tu vivi male il conflitto
esattamente
forse dovresti accettare che può capitare
che per questo non si smette di volerti bene
solo la si pensa diversamente

sai quanto sono manichea
è una cosa che devo provare a cambiare
provare a stare in cose sconosciute
provare a non riapplicare sempre i soliti schemi
magari è tutto meno terribile di come lo immagino

sei ancora arrabbiata con me?
forse un pochino
forse va bene anche così.

senti, ma ha senso vederci?
ti fa piacere?
non saprei, ho dei ricordi molto piacevoli nel passato
è un po’ che non ci divertiamo insieme
dovremmo provare a fare delle cose nuove
noi cambiamo, dovremmo cambiare anche quello che condividiamo
eppoi non pretendere l’una dall’altra
sì, un po’ di leggerezza
ma comunque presenza, nel bisogno. cazzo, chiamami se stai male!
ti dico di sì, ma poi come andrà non lo so.

dialogo nella mia testa, stamattina alle 6.50.

la svolta

l’altra notte parlavo con G. – cosa c’è di più bello di chiaccherar di notte? parlare con qualcuno che sia sveglio! (vero G.?!)

Beh, prima di crollare nel sonno, mi dicesti:  sento di essere ad un momento di svolta della mia vita… poi Morfeo ti sedusse e io restai lì, a chiaccherar nel buio… Poichè i miei voli pindarci notturni mi convincevano, eccoli per te, ci riflettiamo insieme la prossima notte.

Ti sei preparato per mesi, hai cambiato la tua vita, e io ne sono fiera. Mi piace quello che hai fatto,  ha reso migliore te e me molto più serena, si vede che stai meglio! Stai sperimentando strade e modalità nuove, riflettendo su di te, occupandoti di noi, quello che c’è oggi è di per sè bellissimo. Io per lo meno ci sto proprio bene in questa nostra nuova dimensione.

Mi rendo conto che non è un processo concluso. Che hai bisogno di andare oltre… il punto è il modo.
Puoi sterzare bruscamente, di forza, perchè vuoi. Oppure puoi mollemente lasciare che la curva decida (pur essendo passivo l’atteggiamento, è più sensato, ma oggettivamente meno virile) O, last but not least, puoi prepararti, impostarla questa parabola, essere attivo e connesso con la strada, con quello che c’è di reale nella tua vita. Essere tu che ti pieghi, ma la strada a girare.
Questa sensazione io nella vita l’ho provata poche volte… ma sono quelle che mi hanno segnata di più.
Scegliere di stare con te, l’azzardo di P., il parto di N. sono le più significative.
Poi ci sono le piccolezze quotidiane, quando vedi che le cose funzionano, perchè è possibile, ma anche perchè tu le hai fatte funzionare; è una bella sensazione quando la vita va così, perchè è giusta per se stessa, ma anche per te.

ti amo a.

lettera d’amore. la più bella della mia vita

La mia donna è una forza della natura
La mia donna è così bella che pare una madonna
La mia donna ride
La mia donna è intelligente
La mia donna è forte, e mi fa la guerra, così ci teniamo stretti
La mia donna è fragile, e mi fa sentire un uomo
La mia donna mi sostiene
La mia donna parla sempre
La mia donna è generosa
La mia donna è sensibile
La mia donna certe volte ci capiamo all’istante
La mia donna è morbida
La mia donna, se ci fosse dio, lo ringrazierei tutti i giorni
La mia donna, mi sento così fortunato
La mia donna si sforza
La mia donna ogni tanto mi guarda come il primo giorno
La mia donna capisce le cose prima di me
La mia donna c’ha dei capelli bellissimi e assomiglia a Julia Roberts
La mia donna tutte le sere ci abbracciamo e l’incastro è perfetto e io sono felice
La mia donna mi aiuta a educare i miei figli
La mia donna di mestiere fa l’acrobata, ed è molto brava
La mia donna è spiritosa
La mia donna è diversa e mi stupisce
La mia donna mi sopporta
La mia donna è pigra e mi insegna a vivere meglio
La mia donna, ci sono un sacco di cose che ci piacciono a tutti e due
La mia donna adesso corre, e non so se si fermerà
La mia donna quando devo partire ho paura a lasciarla
La mia donna è stata con me un sacco di anni, ma sembra che non si sia ancora stufata
La mia donna, io spero che saremo vecchi insieme
La mia donna, beh…
La mia donna è la donna della mia vita.

sono uscita da una riunione e ho trovato dieci rose rosse e una busta sul mio tavolo. rido e piango. e sono grata. e ho pensato, me la devo scrivere in un posto dove non la perdo. dove sia custodita. eppoi la imparo a memoria e la recito come un mantra quando sono triste.  un regalo che rimarrà memorabile per tutta la mia vita.

vi venite a bere un bicchiere alla De Vecchi giovedì 4?

Io giovedì sera andrò a prendere un aperitivo alla De Vecchi.
Se avete voglia di passare… 4 dicembre 2008, dalle 18 alle 21.

Devecchi Milano 1935

via Lombardini 20 – Milano

tel +39 028323365  info@devecchi.com

disclaimer: è lavoro, ma perchè non dovrebbe essere piacevole?

per più dettagli, date uno sguardo al blog De Vecchi (ebbene sì, c’ho il marito blogger)

scrivere la notte

non posso farlo mai
perchè stramazzo.
ma domani sto a casa. legittimamente. ho preso un giorno di ferie.
forse metterò ordine nei miei armadi. ma forse no. alla fine è una mezza giornata di ferie.
alle quattro la bestiola torna a casa, con amichetta. un pomeriggio piacevole, ma non di ferie.
il marito stasera è a fare il pasionario anti-gelmini. mi sconvolge che sappia ancora stupirmi così.
ebbravo. magari è con un’altra e io lo stimo e lo applaudo. sarebbe diabolico comunque…

Stasera ho visto “Alla scoperta di Charlie” – un film carino. non eccezionale. poetico.

ora sono stanca. e vado a dormire. è bello fare quello di cui si ha bisogno: guardare film leggeri, scrivere sciocchezze, farsi passare un po’ d’ansia, eppoi stravolti, infilarsi nel letto, quasi certi di addormentarsi. alla fine non è poi così male. appena l’ansia si allenta un po’, la vita che c’è, senza nessun cambiamento, mi appare molto meno terribile, anzi per nulla spaventosa, decisamente apprezzabile. è meglio che conservi questo pensiero. che lo tenga stretto al cuore. ben centrato. non me lo faccia sfuggire…

avevo un vibratore azzurro o sulla libertà

Guidavo il mio motorino. I pensieri rimbalzavano bizzarri nel mio cervello, sotto il casco. Ho pensato: “avevo un vibratore azzurro” sarebbe un ottimo titolo per un romanzo di succeso. Qualcosa che racconti delle confessioni e confusioni sul sesso, sulle aspettative e le delusioni. Sull’acerbità e l’ignoranza. Qualcosa che mi riguardi, ma non sia autobiografico, qualcosa di leggero e piacevole. Ma vagamente irritante. Che ponga questioni senza la pretesa di dar risposte. Ho pensato non posso scriverne un post. Mi legge mio padre, e mio marito. Mi imbarazzerebbe. Secondo me imbarazzerebbe anche loro… eppure mio padre ha scritto canzoni assai intime e libere. Apparentemente senza preoccuparsi dei figli adolescenti, che le cantavano a squarcia gola. Scrivere quello che si pensa, senza censurarsi fa paura, soprattutto se ci si preoccupa molto di ciò che pensano gli altri. Scrivere non per compiacere ma per dire. Comunicare in modo trasparente. È una grande responsabilità. Le parole sono pesanti. E lasciano segni. Parlando sparo giudizi con una certa leggerezza, eppoi mi pento dell’eccessiva foga. O della mia crudezza. Mi hanno detto: sei enfatica. Temo abbiano ragione. E in più tendo a perdere il filo. Come in queste poche righe. Non so se sono pronta per scrivere pubblicamente di sesso, o in modo libero di quello che penso. Ma almeno interrogarsi sulla questione è un punto di partenza.

Juno e della maternità

ieri sera
sola a casa
vedo Juno
è un gran bel film. con un’attrice giovane bella e vera
con una fotografia con i colori vividi dei ricordi
con una storia che non ha niente di leggero raccontata e interpretata lievemente.
con dei personaggi simpatici e verosimili ma non reali
insomma un film da vedere, nonostante piaccia a tutti.

ma poi c’è una cosa, che non c’entra con il film ma con me.
mi è tornata la voglia di scrivere. un pochino almeno. mi sono identificata in quella ragazzina
anche se io di anni ne avevo 19 e un bambino l’ho cercato.
è una cosa a cui non penso da un po’.
a come dovevo essere e non me ne rendevo conto, quando allattavo e inforcavo la bicicletta per seguire le lezioni all’università. quando andavo a ballare, tormentando G. quando ero molto più incasinata di oggi, ed ero già madre di P. quando uscivo a cena e lui dormiva placido in mezzo a un marasma di risate, voci, freddo e tintinnare di posate. quando tutte le volte che G. andava a calcio, io per protesta e per la solitudine me ne andavo a cena dai miei, pretendendo che mi venisse a prendere. il periodo in cui ero carina e avevo il corpo che ho sempre desiderato. il periodo in cui sono crollata. e avevo 21 anni. ero piccola. e non me ne rendevo conto, tutta compresa nel mio ruolo di responsabilità. non è che mi senta arrivata. anzi. ma diversa da allora sì. sono quasi 10 anni. e mi fa impressione. ma anche piacere. sono un po’ fiera e un po’ intenerita. mi do affettuose pacche sulle spalle. nell’attesa che passi il maledetto bisogno di sentirmi riconosciuta e poi, magari, anche apprezzata.

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