Archivio per la categoria 'donne'

la coperta di G.

sono stata su un divano bianco,
in una casa bianca,
piena di luce.
dove c’è una donna, col corpo di ragazza,
che quando entro sorride e mi abbraccia.
dove c’è una nana cicciotta
che mangeresti di baci
e il marito-padre-migliore amico del mio grande amore.

quando stavo male e mi sembrava di soffocare,
prendevo la porta e arrivavo in fondo alla strada.
lì non stavo meglio, ma c’era qualcuno che apriva la porta e sorrideva.
mi sdraiavo sul divano e mani affettuose stendevan su di me una grande coperta
bianca e grigia, fatta a mano, lussuriosamente doppiata in cachmire.

non migliorava il mio stato,
ma tutto quel bianco mi consolava.
e il cibo buono preparato con generosità.
e lei che dice che aiutare gli altri la fa stare bene.
e la piccola I. che si concedeva alle coccole.
e sopravvivere son sopravvissuta…
finalmente va un pochino meglio.
anzi molto.
e son sicura che l’affetto di tutti è stato importante.
qui non voglio fare nessuna classifica.
solo un modo per per fermare il ricordo del calore di quella coperta.
l’abbraccio all’arrivo e ai saluti
ecco, la presenza di G. in questo periodo è stato prezioso.
volevo che lo sapesse…
così.

Facciamo qualcosa per ricordare questa donna e per evitare che riaccada?

Ho ricevuto l’appello di Valeria Palumbo per fare qualcosa per Monica, uccisa dopo aver denunciato e aver tentato di fermare attraverso le istituzioni il suo ex.
Condivido tutto ciò che scrive, aggiungo che è anche una questione politica e culturale. Bisogna far cultura e politica del rispetto. Bisogna indagare dove nasce e come fermare la violenza sulle donne.
BISOGNA FAR QUALCOSA!!!

 OMICIDIO DAVANTI AD UN ASILO DI MILANO

Buongiorno. Il caso l’avete letto: Monica Morra, 33 anni, è stata uccisa in via Cova davanti all’asilo nido del figlio. Cinque giorni prima aveva denunciato per l’ennesima volta il suo ex marito che l’aveva minacciata di morte. Le forze dell’ordine di Città Studi-Lambrate si erano limitate a fare un verbale. A me risultava che fosse passata una legge anti-stalking. Uno che ha mandato una lametta a Michelle Hunziker si è preso nove mesi: ottimo. Ma Monica forse non valeva come la Hunziger? E’ stato appena eletto un nuovo presidente della Provincia che come prima misura parla di ronde: varranno anche per la violenza domestica? Non sarebbe una cattiva idea: invece di vagare a caccia di “uomini neri”…. Perché se lo stupro è fatto da “rumeni” (vox populi, come alla Caffarella, poi si scopre che non è così) parte il branco da linciaggio e per una donna uccisa da suo marito non si muove un dito? C’è violenza e violenza? Perfino in Città Studi e non solo a Bagdad?
E vengo al punto: non sarebbe nostro dovere (di giornalisti, di donne che si occupano di donne, di cittadini, di intellettuali) fare qualcosa?
La biblioteca di zona non può organizzare una serata per questa ragazza?
Non possiamo chiamare le persone di quartiere (gli uomini per primi) a farle un omaggio?
Non possiamo dedicarle delle letture (chiacchiere no, per carità), ma pagina di libri.
E un momento di riflessione?
Vi ringrazio per l’attenzione e vi saluto cordialmente

valeria palumbo
caporedattore centrale L’Europeo Rcs periodici via Rizzoli 8 20132, Milano, Italy
tel. 00390225843724
valeria.palumbo@rcs.it

www.valeriapalumbo.com

donne del PD

Stasera evento di presentazione dello Spazio PD in piazza Oberdan, alla presenza di Filippo Penati e della candidata consigliere provinciale del collegio 3, Marilisa D’Amico.

Sono stata invitata a partecipare con un messaggio personale, molto cordiale. Quando sono arrivata, con pochi minuti di ritardo, era già cominciato tutto (sono puntuali!)

Parla un ragazzo, e presenta i candidati: un uomo e due donne (Marilisa D’Amico e Lella Benelli).

Stare a sentire è stato interessante. Ma la cosa più significativa per me è stata la sensazione che ho provato.
Di nuovo, dopo il treno per l’europa, non mi son sentita un pesce fuor d’acqua. Anzi. Di nuovo, ho sentito che con quelle persone mi sarei potuta capire. Quel filo sottile che definisce un linguaggio e un sentimento comune.

Le donne del Pd mi piacciono proprio.
Marilisa D’Amico è una professionista super accreditata e madre di tre figli. Una vera acrobata!

Daniela Benelli ha parlato in modo convincente e appassionato di cultura, dello spazio Oberdan, di quello che si dovrebbe fare…

Eppoi c’è il mio primo contatto con 02PD (dopo il preziossimo aggancio di Daniel), Lia Quartapelle.
Una ragazza vivace, gentile, piena di responsabilià.

Credo che con queste basi si possa costruire qualcosa di solido; è stato come seminare un seme buono.
Ora vediamo cosa cresce…

sei arrabbiata con me?

sei arrabbiata con me?
sì, un po’
e perchè?
perchè io stavo male e tu non c’eri
è vero che non c’ero, ma ti sei chiesta se magari avevo dei motivi?
tu mi hai mai cercata?
poco, come te
è un peccato?
non lo so, forse è andata bene così
è che io vivo male, se sento che qualcuno non è perfettamente in linea e in pace con me
tu vivi male il conflitto
esattamente
forse dovresti accettare che può capitare
che per questo non si smette di volerti bene
solo la si pensa diversamente

sai quanto sono manichea
è una cosa che devo provare a cambiare
provare a stare in cose sconosciute
provare a non riapplicare sempre i soliti schemi
magari è tutto meno terribile di come lo immagino

sei ancora arrabbiata con me?
forse un pochino
forse va bene anche così.

senti, ma ha senso vederci?
ti fa piacere?
non saprei, ho dei ricordi molto piacevoli nel passato
è un po’ che non ci divertiamo insieme
dovremmo provare a fare delle cose nuove
noi cambiamo, dovremmo cambiare anche quello che condividiamo
eppoi non pretendere l’una dall’altra
sì, un po’ di leggerezza
ma comunque presenza, nel bisogno. cazzo, chiamami se stai male!
ti dico di sì, ma poi come andrà non lo so.

dialogo nella mia testa, stamattina alle 6.50.

farò politica

ieri ho visto il video di Debora Serracchiani.
voglio far qualcosa.

secondo giorno, G. in Corea

mi manchi. ho riempito la giornata in modo da non farci stare neanche uno spillo.  sono stravolta.  ma mi sembra carino scriverti. anche solo poche parole. ho visto la mia amica del liceo. questa settimana prevede un sacco di amiche del liceo… credo che c’entri col fatto che tu sei arrivato alla maturità.

è un po’ che ci penso. no. io non sono più quella di dieci anni fa. ma e parlerò un’altra volta. ora ti devo solo madare un bacio soffiato e stanco, che ti sussurri BUONGIORNO!

lettera d’amore. la più bella della mia vita

La mia donna è una forza della natura
La mia donna è così bella che pare una madonna
La mia donna ride
La mia donna è intelligente
La mia donna è forte, e mi fa la guerra, così ci teniamo stretti
La mia donna è fragile, e mi fa sentire un uomo
La mia donna mi sostiene
La mia donna parla sempre
La mia donna è generosa
La mia donna è sensibile
La mia donna certe volte ci capiamo all’istante
La mia donna è morbida
La mia donna, se ci fosse dio, lo ringrazierei tutti i giorni
La mia donna, mi sento così fortunato
La mia donna si sforza
La mia donna ogni tanto mi guarda come il primo giorno
La mia donna capisce le cose prima di me
La mia donna c’ha dei capelli bellissimi e assomiglia a Julia Roberts
La mia donna tutte le sere ci abbracciamo e l’incastro è perfetto e io sono felice
La mia donna mi aiuta a educare i miei figli
La mia donna di mestiere fa l’acrobata, ed è molto brava
La mia donna è spiritosa
La mia donna è diversa e mi stupisce
La mia donna mi sopporta
La mia donna è pigra e mi insegna a vivere meglio
La mia donna, ci sono un sacco di cose che ci piacciono a tutti e due
La mia donna adesso corre, e non so se si fermerà
La mia donna quando devo partire ho paura a lasciarla
La mia donna è stata con me un sacco di anni, ma sembra che non si sia ancora stufata
La mia donna, io spero che saremo vecchi insieme
La mia donna, beh…
La mia donna è la donna della mia vita.

sono uscita da una riunione e ho trovato dieci rose rosse e una busta sul mio tavolo. rido e piango. e sono grata. e ho pensato, me la devo scrivere in un posto dove non la perdo. dove sia custodita. eppoi la imparo a memoria e la recito come un mantra quando sono triste.  un regalo che rimarrà memorabile per tutta la mia vita.

avevo un vibratore azzurro o sulla libertà

Guidavo il mio motorino. I pensieri rimbalzavano bizzarri nel mio cervello, sotto il casco. Ho pensato: “avevo un vibratore azzurro” sarebbe un ottimo titolo per un romanzo di succeso. Qualcosa che racconti delle confessioni e confusioni sul sesso, sulle aspettative e le delusioni. Sull’acerbità e l’ignoranza. Qualcosa che mi riguardi, ma non sia autobiografico, qualcosa di leggero e piacevole. Ma vagamente irritante. Che ponga questioni senza la pretesa di dar risposte. Ho pensato non posso scriverne un post. Mi legge mio padre, e mio marito. Mi imbarazzerebbe. Secondo me imbarazzerebbe anche loro… eppure mio padre ha scritto canzoni assai intime e libere. Apparentemente senza preoccuparsi dei figli adolescenti, che le cantavano a squarcia gola. Scrivere quello che si pensa, senza censurarsi fa paura, soprattutto se ci si preoccupa molto di ciò che pensano gli altri. Scrivere non per compiacere ma per dire. Comunicare in modo trasparente. È una grande responsabilità. Le parole sono pesanti. E lasciano segni. Parlando sparo giudizi con una certa leggerezza, eppoi mi pento dell’eccessiva foga. O della mia crudezza. Mi hanno detto: sei enfatica. Temo abbiano ragione. E in più tendo a perdere il filo. Come in queste poche righe. Non so se sono pronta per scrivere pubblicamente di sesso, o in modo libero di quello che penso. Ma almeno interrogarsi sulla questione è un punto di partenza.

video del presidio di L.go La Foppa

beh, ho una testimoniannza: io c’ero!

http://www.c6.tv/component/library?task=view&id=1977

io amo la scuola pubblica, venite giovedì in L.go La Foppa?

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