Archivio per la categoria 'amarsi'

la sera si spera

oggi ho fatto il culo allo psicologo.
non mi son sentita meglio, per niente.
era proprio dispiaciuto per me.
non se l’aspettava anche lui questa ricaduta.
ma insiste che è diverso.
che io son diversa.
è una tale banalità…
eppure è così vera!
io non sono affatto quella di sette anni fa.
e anche quello che provo, lo provo adesso, nè prima nè dopo.
e così scopro e annoto che la sera l’umore va un po’ meglio.
che la mattina e dopo pranzo sono le ore peggiori.
che lo stabilizzatore dell’umore ci metterà un paio di settimane
ma nel frattempo, potrebbe già migliorare.
le giornate sono lunghissime.
io non ho energia
ho provato a correre stamattina
non so se fosse la sfiducia o le medicine
ma non ce la facevo
eppure sono viva!
ancora.
spaventata, negativa ma viva
e voglio solo che passi.
questo dovrebbe aiutare.
se solo non ci mettessi la forza.
se cedessi e accettassi quello che viene.
sono sicura che nel futuro ci vedrò un senso
in tutto questo dolore.

per adesso ringrazio tutti coloro i quali mi vogliono bene e mi stanno accanto, lo stesso.

il ritorno dell’ansia

è successo. è tornata. cazzocazzocazzo. non pensavo fosse possibile. ora non c’è. il mostro ha lasciato la bocca del mio stomaco ed è strisciato poco lontano. come la marea, va e viene. certe volte resta a lungo, poi all’improvviso scompare. e io respiro. finalmente. avevo 22 anni la prima volta. era già venuta prima, ma era senza nome. nel 2001 si è svelata. mi ha fatto compagnia fino al 2005. ma soprattutto si è intrecciata alla mia vita e mi ha trascinato in un buco nero. dove non si vede nessuna luce alla fine del tunnel. l’ho tenuta a bada con i farmaci. fatto terapia. non mi sono permessa di morire fino in fondo. c’era P. non potevo. nel 2005 ero convinta di essere guarita. con quella convinzione ho fatto un altro figlio. ho riscelto la mia vita. è stato bello. l’ansia mi sfiorava le caviglie a volte. ma io sentivo di essere più in alto. ero attrezzata. sapevo cosa stava succedendo. magari scendevo due gradini, ma poi risalivo subito. mi sentivo forte. centrata. potente.

agosto 2009. con una danza strana, si è riavvicinata. e io ci son cascata. son due settimane che non dormo. e non mangio (sì, io non ho fame, quando ci penso non ci credo!)

ora non c’è. ora son qui che me la godo perchè mi ha dato tregua. ma all’ora di pranzo mi impediva di godere della compagnia delle persone stupende che avevo accanto, ieri notte mi faceva sudare e fare gli incubi e risvegliare e provare un desiderio infinito di vomitarla fuori, di essere salvata.

scrivere d’ansia. descriverla. disegnare i confini. gli effetti li conosco bene. devo lavorare sulle cause.

mi sa che mi tocca crescere. son ricaduta nell’accanirmi su di me. non aspettarmi che G. mi salvi. anzi. smazzarmela da sola. essere un intero che si gestisce autonomamente. una donna adulta. imperfetta. ma intera. centrata. in equilibrio. che sa dove sono i suoi confini. senza deliri di onnipotenza.

non sono di nuovo depressa. è solo una fase della mia crescita (che maledizione passa attraverso il dolore, come certe iniziazioni tribali). devo solo riprendere il filo della matassa, disfare un pezzo del maglione, e ricominciare, un punto alla volta, con pazienza. il progetto del maglione mi convinceva prima, mi entusiasma ora.

e la stronza? cosa me ne faccio? non le permetto di tornare. respiro, corro, rido. sento i miei limiti. dormo. mi riposo. non riempio fino a scoppiare le mie giornate. se sbaglio (e sbaglierò…) mi fermo, me ne rendo conto e ci riprovo. senza fustigarmi e umiliarmi fino alle lacrime. eppoi, magari, piano piano comincio ad amarmi per quello che sono. ad appartenermi. senza se e senza ma. perché alla fine, guardando bene bene, io, questo corpo e la mia mente, sono tutto ciò che davvero possiedo.

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A volte penso che dovrei solo rilassarmi

come se fosse facile.

pensiero del giorno: Perché siamo imperfetti?

4.07.09

Perché siamo imperfetti?

In modo da poter sviluppare la perfezione. La vita è un eterno moto dall’imperfezione alla perfezione. Un seme contiene l’albero, ma per divennire albero deve rinunciare a essere seme. Il seme non è un albero. Un arboscello non è un albero.

Nella vita puoi scegliere se vedere l’imperfezione in ogni momento o se vedere il movimento da un grado di perfezione ad un altro.

Sri Sri Ravi Shankar

per quelli che si sentono sempre  inadeguati, per quelli che vorrebbero essere subito degli alberi, per quelli insofferenti, per quelli ansiosi, per quelli che si vedono perfetti e si stupiscono che gli altri non se ne accorgano, per tutti i semi, tutti gli arboscelli e tutti gli alberi.

sei arrabbiata con me?

sei arrabbiata con me?
sì, un po’
e perchè?
perchè io stavo male e tu non c’eri
è vero che non c’ero, ma ti sei chiesta se magari avevo dei motivi?
tu mi hai mai cercata?
poco, come te
è un peccato?
non lo so, forse è andata bene così
è che io vivo male, se sento che qualcuno non è perfettamente in linea e in pace con me
tu vivi male il conflitto
esattamente
forse dovresti accettare che può capitare
che per questo non si smette di volerti bene
solo la si pensa diversamente

sai quanto sono manichea
è una cosa che devo provare a cambiare
provare a stare in cose sconosciute
provare a non riapplicare sempre i soliti schemi
magari è tutto meno terribile di come lo immagino

sei ancora arrabbiata con me?
forse un pochino
forse va bene anche così.

senti, ma ha senso vederci?
ti fa piacere?
non saprei, ho dei ricordi molto piacevoli nel passato
è un po’ che non ci divertiamo insieme
dovremmo provare a fare delle cose nuove
noi cambiamo, dovremmo cambiare anche quello che condividiamo
eppoi non pretendere l’una dall’altra
sì, un po’ di leggerezza
ma comunque presenza, nel bisogno. cazzo, chiamami se stai male!
ti dico di sì, ma poi come andrà non lo so.

dialogo nella mia testa, stamattina alle 6.50.

buone intenzioni, Goethe e l’eredità

“Quello che hai ereditato dai tuoi padri, allo scopo di possederlo, devi guadagnartelo.”

così, per cominciare bene la settimana!

da grande

non so bene se e quando.
non lo so. ma io da grande farò la scrittrice. da grande sarò lunga e flessuosa come un giunco. sorriderò spesso.  sarò tranquilla e grata di quello che ho. sarò sana.  se ne avrò voglia correrò, ma certamente camminerò con passo sicuro lungo la strada. riderò insieme alle persone che amo. mangerò e berrò, chiaccherando. da grande non urlerò, ma non smetterò di essere impulsiva e “patsa”. da grande andrò al cinema con mio marito, tanto i figli sono grandi… viaggerò e tornerò sempre volentieri. mi divertirò a percorrere la strada. leggerò e non guarderò la tele. da grande sarò io. e basta.

la svolta

l’altra notte parlavo con G. – cosa c’è di più bello di chiaccherar di notte? parlare con qualcuno che sia sveglio! (vero G.?!)

Beh, prima di crollare nel sonno, mi dicesti:  sento di essere ad un momento di svolta della mia vita… poi Morfeo ti sedusse e io restai lì, a chiaccherar nel buio… Poichè i miei voli pindarci notturni mi convincevano, eccoli per te, ci riflettiamo insieme la prossima notte.

Ti sei preparato per mesi, hai cambiato la tua vita, e io ne sono fiera. Mi piace quello che hai fatto,  ha reso migliore te e me molto più serena, si vede che stai meglio! Stai sperimentando strade e modalità nuove, riflettendo su di te, occupandoti di noi, quello che c’è oggi è di per sè bellissimo. Io per lo meno ci sto proprio bene in questa nostra nuova dimensione.

Mi rendo conto che non è un processo concluso. Che hai bisogno di andare oltre… il punto è il modo.
Puoi sterzare bruscamente, di forza, perchè vuoi. Oppure puoi mollemente lasciare che la curva decida (pur essendo passivo l’atteggiamento, è più sensato, ma oggettivamente meno virile) O, last but not least, puoi prepararti, impostarla questa parabola, essere attivo e connesso con la strada, con quello che c’è di reale nella tua vita. Essere tu che ti pieghi, ma la strada a girare.
Questa sensazione io nella vita l’ho provata poche volte… ma sono quelle che mi hanno segnata di più.
Scegliere di stare con te, l’azzardo di P., il parto di N. sono le più significative.
Poi ci sono le piccolezze quotidiane, quando vedi che le cose funzionano, perchè è possibile, ma anche perchè tu le hai fatte funzionare; è una bella sensazione quando la vita va così, perchè è giusta per se stessa, ma anche per te.

ti amo a.

lo scrivo qui, perchè resti.

mi disgusta la violenza mediatica e la volgarità di tutti coloro che parlano con leggerezza, senza rendersi conto del peso delle parole, di un fatto doloroso e privato come quello Englaro. mi turba profondamente, penso si debba tenere un rispettoso silenzio.

pubblico qui, per sicurezza il mio desiderio che NON ci si accanisca farmacologicamente su di me. voglio avere il diritto di morire dignitosamente. altrettanto spero che i miei organi possano servire a far vivere meglio qualcuno che resta…

eppoi non voglio essere seppellita a milano, ma in un luogo da cui si veda un panorama ameno e tranquillo. tipo il cimitero nei tornanti verso varallo facendo la colma. e che non parlino al mio funerale persone che non mi conscano direttamente – tipo i pretiche apostrofano con  “la nostra cara sorella” illustri sconosciute…

credo nella vita. sono felice, ora. e questi pensieri li scrivo solo per custodirli… chissà se quando sarò centenaria qualcuno si premurerà di venirli a cercare…

a.

primo giorno, G. in Corea

e così sei partito. la mia testa lo sapeva. ma il mio corpo, il mio cuore se ne è reso conto all’improvviso. sono corsa dalla suocera a prendere i bambini (dopo aver approfittato di un ottima cena) e li ho fatti dormire nel lettone. pessima idea. n. in mezzo si e ci  scopriva continuamente e tirava calci terribili. ora sta dormendo sul materassino accanto al lettone. il maschio alfa starà al tuo posto. rompe tanto. ma è comunque delizioso. ho corso 50 minuti. e alla fine ho fatto uno scatto. il mio primo. 50 metri, forse. ma è stata un sensazione stupenda. il mio corpo funzionava. e correva. velocissimo. come un meccanismo perfetto. dio, è stato bello. davvero. domani è lunedì. p. va a scuola con la nonna. io porto n. poi prendo le brioche e vado a lavorare. chiamami su skype.

mentre da te è giorno, io vado a dormire.

ti penso tanto a.

amodiovalerioverde

amodiovalerioverde

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